IPSE DIXIT


E' meglio
una delusione vera
di una gioia finta

Giovanni Pellino "Neffa"
Il mondo nuovo


***

Vedi come ci si mette
a volte la vita:
come una sentenza storta
un po' di traverso
e non ti fa passare
né di qua né di là

Carlo Fava-Gianluca Martinelli
dal cd L'Uomo flessibile


***

Le illusioni alimentano
ma non sfamano

G.G.Marquez
Nessuno scrive al colonnello


***

Cercare un'anima
e trovare un ingranaggio

Sergio Endrigo
Questo è amore


***


IL MARE TRAVERSATO

oggi
gennaio 2008
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STO ASCOLTANDO

***
Tony Canto
Il Visionario

***
Ornella Vanoni
Una bellissima ragazza


***
MaryDiM
La stanza che mi manca


***
Carla Boni
Aeroplani ed Angeli


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STO LEGGENDO

La canzone jazzata
Pierluigi "Piji" Siciliani
(Zona)


***
Da madre a madre
Sindiwe Magona
(Gorée)


***

LEGGO

almeno una poesia al giorno
sabato, 29 gennaio 2005

Sotto il quadro di Chaplin
(di Carlo Fava e Gianluca Martinelli)

Oggi fa un caldo primaverile
E il nervosismo è come un assassino
Milano è immobile sotto i miei occhi
E tu nervosa stai viaggiando in treno
Questa mattina così tranquilla
Così lunga e sconfortante
Mi specchio nella secca del naviglio in bianco e nero
Come un perduto amante
Ti voglio bene come a una risata
Come ai bambini come all’allegria
che è scivolata avanti per tornare indietro
Per poi andare un’altra volta via.
 
Non eravamo ancora nati e qualcuno lo diceva
Che la vita è come vivere un mestiere
E le parole dei poeti oltre a farci innamorare
Sono quasi sempre belle
Sono quasi sempre vere
Piacere di conoscerti e anche di toccarti
Nel buio avvolgente delle scale
Dove mi parlavi di cose di campagna
E c’era tutto tutto di speciale
Come un ciclone nel cielo sereno
Sei stata il sole e la furia del vento
Sei stata il lago il mare in burrasca
Un clown disperato e contento
Ho nostalgia dei mille caffè
iniziati in cucina e finiti più in là
Nella stanza dei sogni sotto il quadro di Chaplin
Fra i sorrisi della tua libertà.
 
Ti voglio bene come a quelle occasioni
Che se ti distrai sono perdute
Come alle stelle
Come alla faccia di Keaton nelle comiche mute
Mistero profondo il cuore l’amore
Lafelicità che ho toccato davvero
In bicicletta bagnato
Più nemmeno un problema più nemmeno un pensiero
 
Non eravamo ancora nati e qualcuno lo diceva
Che la vita è come vivere un mestiere
E le parole dei poeti oltre a farci innamorare
Sono quasi sempre belle
Sono quasi sempre vere
Piacere di conoscerti e anche di toccarti
Nel buio avvolgente delle scale
Dove mi parlavi di cose di campagna
E c’era tutto tutto di speciale
Come un ciclone nel cielo sereno
Sei stata il sole e la furia del vento
Sei stata il lago il mare in burrasca
Un clown disperato e contento
Ho nostalgia dei mille caffè
iniziati in cucina e finiti più in là
Nella stanza dei sogni sotto il quadro di Chaplin
Fra i sorrisi della tua libertà.

(Carlo Fava, dal cd  L'uomo flessibile)

postato da: mareecioccolata alle ore 20:20 | link | commenti (4)
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mercoledì, 26 gennaio 2005

 

Da ragazzina non portavo gli occhiali per correggere lo strabismo perché non ero strabica; non portavo l'apparecchio ai denti perché non avevo i denti storti; non avevo i brufoli perché ho sempre avuto la pelle pura; e poi non ho fatto i capricci - eppure ero capricciosa assai - per costringere i miei a comprarmi un motorino perché non mi è mai piaciuto andare in motorino. Oggi, a 40 anni e un pochino, mi chiedo: ma mi sono persa qualcosa?

 

postato da: mareecioccolata alle ore 00:46 | link | commenti (5)
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mercoledì, 12 gennaio 2005

Ci sono giornate che ti scorrono addosso e soltanto quando arriva la sera ti accorgi di quei momenti, di quelle persone, di quei pensieri che avresti voluto afferrare e trattenere. E, invece, sono scivolati via.

postato da: mareecioccolata alle ore 20:08 | link | commenti (5)
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