Cara Maestra
Cara maestra,
un giorno m’insegnavi
che a questo mondo noi,
noi siamo tutti uguali,
ma quando entrava in classe il direttore
tu ci facevi alzare tutti in piedi
e quando entrava in classe il bidello
ci permettevi di restar seduti.
Mio buon curato,
dicevi che la chiesa
è la casa dei poveri,
della povera gente,
però hai rivestito la tua chiesa
di tende d’oro e marmi colorati;
come può adesso un povero che entra
sentirsi come fosse a casa sua.
Egregio sindaco,
mi hanno detto che un giorno
tu gridavi alla gente
«vincere o morire».
Ora vorrei sapere come mai
vinto non hai eppure non sei morto
e al posto tuo è morta tanta gente
che non voleva né vincere né morire.
In questi giorni sto riascoltando una raccolta di Luigi Tenco che contiene anche questa canzone. "Cara maestra" è una canzone che, nostante abbia più di quarant'anni, purtroppo conserva ancora oggi tutto il suo spirito.