a due cose non posso rinunciare: il mare e la cioccolata
Mai sazia di musica e con il sonno ancora da recuperare dopo la tre giorni al Tenco, e soprattutto le tre notti vissute fino alle luci dell'alba, eccomi di ritorno da un concerto. Non è stato un concerto qualsiasi, ma quello di Marco Fabi che al The Place ha presentato La scelta, il suo disco. Con note, e su note, pop-rock Marco racconta i suoi sentimenti, le sue sensazioni, i suoi pensieri.
Aggrappato all'inseparabile chitarra, era emozionatissimo ma sono bastati i primi due pezzi e il calore di una sala strapiena a farlo aprire. Una dopo l'altra, ha suonato e cantato tutte e dodici le canzoni del cd e ragalato il bis finale. E a fare il tifo per lui c'erano anche i suoi inseparabili amici Pier (Cortese), Simone (Cristicchi), Leo (Pari), Roberto (Angelini).
Il disco uscirà nei prossimi giorni. Io ce l'ho qui, l'ho preso stasera, e da domani comincerò ad ascoltarlo. So quanto, e con quanto amore, Marco ha lavorato in questi mesi a questo progetto. Lo so da come ne parlava fino a pochi giorni fa, fino a prima di veder materializzato l'oggetto. E anche per questo l'ascolterò con maggiore passione.
Preparare la valigia. Domattina si parte per il Tenco.
...su questa pioggia che piove male*
(*dalla canzone La palude, di Carlo Fava e Gianluca Martinelli; cd di Carlo Fava L'uomo flessibile)
Piove, ma quanto e da quanti giorni piove qui. Mi è venuta un'idea: lasciate nei commenti un verso di una canzone che sappia di pioggia. Si accettano anche poesie, battute di film, frasi da libri purché piovose.
Sono qui. Ci sono sempre stata. Non sono sparita, né andata via. Settembre è stato un mese di tante cose da fare, e alcune le ho fatte. Ho approfittato di quel mese di pausa dal lavoro per pensare a me e alle mie cose. Ho cambiato faccia alla mia camera da letto: giallo oro, in stucco veneziano brillante e luminoso, l'ho fatta ritinteggiare. E ora che l'autunno sta facendo il suo corso sono ancora una volta felice di una mia scelta: dormire avvolta in quel colore mi dà calore e faccio, o penso di fare, sogni d'oro per l'inverno che verrà.
Anche stavolta lascio qui una canzone. Non c'entra niente con quello che ho scritto nelle righe sopra, o forse sì, perché l'amore c'entra sempre. E questa è una canzone d'amore, una canzone di tanti anni fa. La sto riascoltando da qualche giorno, da quando è uscito il disco Fabbricante di canzoni di quel "cespuglio pensante" di Simone Cristicchi: l'ultima traccia è infatti Questo è amore del maestro Sergio Endrigo che la canta insieme con lui.