a due cose non posso rinunciare: il mare e la cioccolata
Passando davanti allo specchio dell’ingresso, mentre andava in bagno per truccarsi, sentì il cuore fare una capriola. Il vestito: sì, il vestito che aveva preso distrattamente dal guardaroba nella penombra della camera da letto e che aveva indossato frettolosamente in quella luce tenue, tenendo d’occhio la sveglia perché era già in ritardo per la cena, quel vestito di maglia soffice e dal colore acceso che le disegnava il corpo era il vestito del loro primo incontro.
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
(Amore a prima vista, Wislawa Szymborska -
raccolta La fine e l'inizio)
Il fondotinta. La cipria. L'ombretto marrone. L'ombretto rosa. Il pennello per le sfumature. Il fard. Il rimmel. Il rossetto. Il pettine.
ho una febbre sbagliata che mi riporta indietro
a dove sei già stato
a dove siamo stati sbagliando proprio tutto
il tempo il vino la cena e il contatto
(da Non mi fido di me, di Carlo Fava e Gianluca Martinelli
cd Carlo Fava, Personaggi Criminali)
Mette le scarpe, infila il cappotto. "Domattina compro una lampada nuova per la camera da letto. Che faccia più luce".
Mi trovo piacevolmente coinvolta in questo gioco in quanto nominata da Antonio.
Regolamento:
Il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo "Cinque tue strane abitudini". In coda all'elenco delle sue 5 strane abitudini, invita altre 5 persone a fare altrettanto sui loro blog o web journal, che quindi linka . Ogni giocatore deve anche indicare chiaramente questo regolamento. Non dimenticate di lasciare un commento nel blog o journal dei prescelti che dice "sei stato scelto" (se accettano commenti) e li invita a leggere il vostro.
Le mie 5 strane abitudini:
1) leggere ogni mattina una poesia a caso con gli occhi ancora addormentati mentre mi godo il caffè;
2) tenere sempre in borsa un pacchetto di biscotti per l'emergenza fame;
3) non andare mai a dormire prima delle due anche se dovrò svegliarmi alle sei per prendere un treno;
4) controllare sempre prima di uscire da casa che in bagno lo scaldabagno elettrico sia spento e in cucina il gas chiuso, a costo di risalire le scale se arrivata la portone penso di non averlo fatto;
5) fare lunghi viaggi in macchina sempre con la stessa musica, i cd dei soliti tre quattro cantautori che amo di più.
La catena si estende ai seguenti "nominati", che potranno cimentarsi nel gioco, qualora ciò fosse a loro cosa gradita: