Premesso che non sono in ferie, che lavorerò almeno fino a tutta la prima settimana di settembre, che a luglio sono riuscita a mettere insieme cinque giorni, uniti a due fine settimana, così da godermi anch'io un po' del mio amato mare e del mio caro sole, che a ogni doccia vedo ormai pezzi d'abbronzatura finire nello scarico, che ora sto a riposo forzato in casa per tonsillite e quant'altro da aria condizionata (lunedì mattina, dove lavoro, ci saranno stati 5 gradi!), che sto sotto antibiotici - e se il medico mi ha convinta ad assumerli, proprio a me che dico sempre "aerei e antibiotici vanno presi solo in caso di estrema necessità, se non ci sono alternative", allora vuol dire che la mia gola era ridotta davvero male - che da mesi non avevo tanto tempo per me, solo per me, che ho messo il silenziatore al cellulare, dedico questa canzone a chi, in questi giorni ferragostani, se ne sta sulla spiaggia, ovunque sia:
spiaggia libera per noi
che veniamo dall’interno
dalle montagne e dai campi di granturco
dalle città, dai grattacieli
spiaggia libera per noi
che veniamo dall’inferno
spiaggia libera per noi
in riva al mare poi
suoneremo i tam tam
balleremo anche noi
musiche barbare e nuove
elettricamente senza parole
ringrazieremo il sole
che ci fa africani
là dove tutti i mari
rimano Salgari
ci scoppierà la testa
come ai melograni
ringrazieremo il cielo
che ci dà l’amore
e ancora un batticuore
per il tuo corpo nudo
che si muove al vento
come un girasole
spiaggia libera
libera per noi
spiaggia libera per noi
che veniamo dall’inverno
che abbiam passato e rotto tutti i ponti
pagato il gas, spento la luce
spiaggia libera per noi
che veniamo dall’inferno
spiaggia libera per noi
verrà la notte giù
accenderemo i falò
un po’ di rosso nel blu
per segnalare alle navi
la nostra presenza, la nostra speranza
ringrazieremo il cielo
che ci dà l’amore
e ancora un batticuore
per il tuo corpo nudo
che si muove al vento
come un girasole
spiaggia libera
libera per noi
(Sergio Endrigo,Spiaggia libera-album E allora balliamo,1986)