a due cose non posso rinunciare: il mare e la cioccolata
Che meraviglia! Solo questa esclamazione continuo a ripetere da qualche ora per il concerto di Samuele Bersani, L'Aldiquà, all'Auditorium della Conciliazione di Roma. La bellezza delle sue canzoni è esaltata da un'esibizione dal vivo che genera un crescendo di emozioni in oltre due ore di spettacolo, raggiungendo uno dei punti più alti - e ce n'è stato più d'uno - nell'incontro con Pacifico. E la platea del tutto esaurito esplode ogni volta in applausi che non sono soltanto di consenso, ma di partecipazione e affetto, per concludere con un grande e fragoroso abbraccio finale.
Una delirante poesia
(testo Samuele Bersani /musica: S.Bersani-R.Guarino)
La coincidenza è logica, di trovarti qua lo sapevo già in anticipo
Avevo un numero e l’ho perso, poi ho lasciato la tua fotografia su ogni tavolo
fino a che per caso un giorno ho letto un ritaglio che ti riguardava
In poche parole eccomi a sorprenderti,
torno in qualità di vecchio scheletro
intrappolato nella trincea, dissotterrato da una marea
ho superato ogni ostacolo
e sono finalmente riemerso fuori nell’ossigeno
E’ un racconto inedito da vivere prima di stenderlo
come cemento sopra le righe dritte sulle pagine da capo a margine
sarebbe inchiostro che non si imprime più
si è seccato ormai molti anni fa al primo capitolo
Un viaggio fermo in biglietteria fissato per scappare via
dalle barriere che si alzano
non servirebbe a niente adesso se non fosse valido
E’ un racconto inedito da leggerci negli occhi aprendoli
e non delimiterei un confine
prima di ripetere certe abitudini
togliamo ai gambi tutte le spine
E’ una delirante poesia in febbre leggera che ti regalo…
Devo mettermi a pensare quale piano alternativamente avrei
ma è impossibile fermare un asteroide quando è in transito
Cambi sempre titolo per non decidere, il sole intanto fatica a uscire
resta dietro la riunione delle nuove raccolte in alto sul campanile
Cambi sempre titolo per non decidere, non metti il punto per non finire
mentre avanzi a piedi scalzi nel disordine, io ti avviluppo con le mie spire