IPSE DIXIT


E' meglio
una delusione vera
di una gioia finta

Giovanni Pellino "Neffa"
Il mondo nuovo


***

Vedi come ci si mette
a volte la vita:
come una sentenza storta
un po' di traverso
e non ti fa passare
né di qua né di là

Carlo Fava-Gianluca Martinelli
dal cd L'Uomo flessibile


***

Le illusioni alimentano
ma non sfamano

G.G.Marquez
Nessuno scrive al colonnello


***

Cercare un'anima
e trovare un ingranaggio

Sergio Endrigo
Questo è amore


***


IL MARE TRAVERSATO

oggi
gennaio 2008
--- 2007 ---
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--- 2005 ---
--- 2004 ---


STO ASCOLTANDO

***
Tony Canto
Il Visionario

***
Ornella Vanoni
Una bellissima ragazza


***
MaryDiM
La stanza che mi manca


***
Carla Boni
Aeroplani ed Angeli


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STO LEGGENDO

La canzone jazzata
Pierluigi "Piji" Siciliani
(Zona)


***
Da madre a madre
Sindiwe Magona
(Gorée)


***

LEGGO

almeno una poesia al giorno
giovedì, 30 novembre 2006

Lacrime artificiali

Piangere: sì, piangere a dirotto. Piangere forse mi fa bene. Dovrei piangere. O forse no. Non ho capito bene. No, non sto delirando: ho solo bisogno di lacrime. Me l'ha detto l'oculista l'altro giorno. E mi ha prescritto lacrime artificiali.
Entrando  in farmacia, con la ricetta in mano, mi veniva da ridere: "Dottore - avevo voglia di chiedere al farmacista - mi dà 75 millilitri di lacrime? Quanto stanno al litro?".


Acqua che liberi gli occhi
Stai nascosta per giorni
e d'incanto trabocchi
Poveri sciocchi quei pochi,
credevano in me…
Acqua fai liquidi gli occhi
e il mio calco di pietra
va in briciole e tocchi
Nera e assopita in un porto
ti ricorderò
Acqua che brucerai gli occhi
affannata a scavare
cunicoli e sbocchi
e fontane a spiegarsi d'estate
per ogni città
Acqua che liberi gli occhi
Riconosci la strada
e nel petto mi scoppi
In un palmo di spuma e catrame
ti ritroverò
Prendimi in giro e cerca una via
Secco indurisco
Inaridisco
E mi impegno a salvare quello che c'è
senza di te
Gonfiati in piena e trascinami via
Vecchio ingiallisco
Impallidisco
E mi piego a raccogliere quello che c'è
senza di te
E mi faccio bastare quel poco che c'è
senza di te

(Pacifico, Liberi gli occhi - testo e musica: Gino "Pacifico" De Crescenzo - dal cd Musica Leggera)
postato da: mareecioccolata alle ore 00:11 | link | commenti (9)
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martedì, 14 novembre 2006

L'emozione di un concerto

Che meraviglia! Solo questa esclamazione continuo a ripetere da qualche ora per il concerto di Samuele Bersani, L'Aldiquà, all'Auditorium della Conciliazione di Roma. La bellezza delle sue canzoni è esaltata da un'esibizione dal vivo che genera un crescendo di emozioni in oltre due ore di spettacolo, raggiungendo uno dei punti più alti - e ce n'è stato più d'uno - nell'incontro con Pacifico. E la platea del tutto esaurito esplode ogni volta in applausi che non sono soltanto di consenso, ma di partecipazione e affetto, per concludere con un  grande e fragoroso abbraccio finale.


Una delirante poesia
(testo Samuele Bersani /musica: S.Bersani-R.Guarino)

La coincidenza è logica, di trovarti qua lo sapevo già in anticipo
Avevo un numero e l’ho perso, poi ho lasciato la tua fotografia su ogni tavolo
f
ino a che per caso un giorno ho letto un ritaglio che ti riguardava
In poche parole eccomi a sorprenderti,

torno in qualità di vecchio scheletro
intrappolato nella trincea, dissotterrato da una marea
ho superato ogni ostacolo
e sono finalmente riemerso fuori nell’ossigeno
E’ un racconto inedito da vivere prima di stenderlo
come cemento sopra le righe dritte sulle pagine da capo a margine
sarebbe inchiostro che non si imprime più
si è seccato ormai molti anni fa al primo capitolo
Un viaggio fermo in biglietteria fissato per scappare via
dalle barriere che si alzano
non servirebbe a niente adesso se non fosse valido

E’ un racconto inedito da leggerci negli occhi aprendoli

e non delimiterei un confine
prima di ripetere certe abitudini
togliamo ai gambi tutte le spine
E’ una delirante poesia in febbre leggera che ti regalo…
Devo mettermi a pensare quale piano alternativamente avrei
ma è impossibile fermare un asteroide quando è in transito

Cambi sempre titolo per non decidere, il sole intanto fatica a uscire
resta dietro la riunione delle nuove raccolte in alto sul campanile
Cambi sempre titolo per non decidere, non metti il punto per non finire
mentre avanzi a piedi scalzi nel disordine, io ti avviluppo con le mie spire

postato da: mareecioccolata alle ore 03:11 | link | commenti (10)
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sabato, 04 novembre 2006

Chi può dire che esistano gli alberi, d'inverno? Non si ha voglia di camminare lungo i viali.

(Raffaele Crovi, da Carnevale a Milano)
postato da: mareecioccolata alle ore 14:18 | link | commenti (3)
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